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Innovazione , e-government, open source ed altre amenità tecnologiche
Non abbiate paura delle nuove tecnologie ! PDF Stampa E-mail
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Proprio nei giorni della beatificazione di Giovanni Paolo II, è stata ripresa la lettera apostolica “IL RAPIDO SVILUPPO” del gennaio 2005 in cui il Papa si soffermava sul ruolo delle nuove tecnologie e di Internet.

Sono parole che sono ancora oggi vive e dense di significato per chi lavora e si impegna in questo settore.

 

 

Mi piace riportarne oggi, anche qui, alcuni stralci:

Il rapido sviluppo delle tecnologie nel campo dei media è sicuramente uno dei segni del progresso dell'odierna società

Si pensi, ad esempio, a come internet non solo fornisca risorse per una maggiore informazione, ma abitui le persone ad una comunicazione interattiva”.

Il positivo sviluppo dei media a servizio del bene comune è una responsabilità di tutti e di ciascuno.

S'impongono alcune scelte riconducibili a tre fondamentali opzioni: formazione, partecipazione, dialogo.

In primo luogo occorre una vasta opera formativa per far sì che i media siano conosciuti e usati in modo consapevole e appropriato. I nuovi linguaggi da loro introdotti modificano i processi di apprendimento e la qualità delle relazioni umane, per cui senza un'adeguata formazione si corre il rischio che essi, anziché essere al servizio delle persone, giungano a strumentalizzarle e condizionarle pesantemente. Questo vale, in modo speciale, per i giovani che manifestano una naturale propensione alle innovazioni tecnologiche, ed anche per questo hanno ancor più bisogno di essere educati all'utilizzo responsabile e critico dei media.


In secondo luogo, vorrei richiamare l'attenzione sull'accesso ai media e sulla partecipazione corresponsabile alla loro gestione.

Da ultimo, non vanno dimenticate le grandi potenzialità che i media hanno nel favorire il dialogo, divenendo veicoli di reciproca conoscenza, di solidarietà e di pace. Essi costituiscono una risorsa positiva potente, se messi a servizio della comprensione tra i popoli; un'«arma» distruttiva, se usati per alimentare ingiustizie e conflitti.

Non abbiate paura delle nuove tecnologie!

Il testo completo della lettera apostolica è disponibile qui

 

 

 

 

 

 
iPhone di 100 anni fa...? PDF Stampa E-mail

 

In giro sulla Rete mi sono imbattuto per ben due volte in questa sorta di previsione risalente al 1910.

Robert Sloss, già a quell'epoca, avrebbe previsto l'avvento di dispositivi portatili (i nostri smartphone ?!) in grado di seguirci ovunque per garantire le nostre comunicazioni.

 

Se davvero così fosse, mi sembra quanto meno doveroso rendere merito a chi è riuscito ad indovinare con 100 anni di anticipo, quale sarebbe stato il destino delle telecomunicazioni !

 

Del resto, in genere, il settore informatico è stato segnato da previsioni quanto meno...inesatte.

Tra le più esilaranti e famose:

nel 1949 "Popular Mechanics scriveva: "Computers in the future may weigh no more than 1.5 tons."

Thomas Watson, chairman IBM, nel 1943, con estrema convinzione dichiarava: "I think there is a world market for maybe five computers."

Fino ad arrivare a Ken Olson, presidente chairman e fondatore di Digital Equipment Corp., che nel 1977  alla vigilia della diffusione dei PC assicurava: "There is no reason anyone would want a computer in their home."

 

Cercherò di approfondire la veridicità della previsione di Sloss (che sia l'ennesima leggenda del web ?) : mi piace però pensare e sperare che ogni tanto, qualcuno riesca a immaginare il futuro in maniera plausibile!

 

 

 
Open secondo Google PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Molto interessante il contributo di Jonathan Rosenberg, vice Presidente di Google, apparso nel blog ufficiale di Big G sul significato di “Open”.

Il concetto di “aperto” ormai è usato e abusato e Google ha voluto dire la sua precisando cosa intende per aperto nelle proprie attività

Partendo dalla convinzione che “aperto è vincente” , l’articolo si sofferma su due questioni principali: la tecnologia aperta e l’informazione aperta.

Mentre il concetto di “open technology”  è più maturo e sicuramente diffuso e condiviso, quello di “open information” rappresenta un’interpretazione che va verificata con maggiore attenzione.

E’ indubbio il potere innovativo e vincente di una tecnologia aperta (es. l’open source nel software) in cui standard condivisi dalla comunità e non proprietari possono contribuire a creare sistemi avanzati diffusi ed a basso costo.

Altrettanto emergente il concetto di crowdsourcing, in cui le informazioni, le conoscenze vengono condivise, strutturate e diffuse tramite la Rete.

Un po’ più controverso, a mio avviso, è invece il concetto d ‘informazione aperta, così come intesa da Google: gli impatti su privacy e libertà individuale, sono sicuramente non indifferenti e, se da un lato Google si prodiga a cercare esempi positivi di questa open information, dall’altro possono essere facilmente trovati altrettanti esempi di un uso non corretto ed impeccabile di informazioni personali.

Big G = Big Brother ? Chi ha paura del Grande Fratello online ?

Il dibattito (anche questo) è aperto !

 
Speed of social life... PDF Stampa E-mail

Un po' di numeri sul mondo dei Social Media.

Che si tratti di una realtà dinamica, questo è chiaro a tutti, ma quale sia il ritmo di crescita è qualcosa che non è semplice da comprendere a meno di utilizzare un "contatore" che tiene il passo.

 

 
Mettiamoci la faccia...in inglese PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Novembre 2009 22:47

L'iniziativa del Ministero dell'Innovazione "mettiamoci la faccia" è un buon esempio di apertura della Pubblica Amministrazione al giudizio dei propri clienti, i cittadini.
Un giudizio che le Amministrazioni non devono temere ma che deve avere un senso costruttivo per migliorare i propri servizi come succede normalmente nelle aziende private con l'utilizzo di survey di customer care .


Iniziative simili sono del resto già presenti in altre nazioni: in Inghilterra, per esempio, esiste uno strumento analogo Govmetric che viene utilizzato dalle Amministrazioni Locali per ricevere un feedback dalla comunità sul grado di gradimento e di efficacia dei servizi proposti dalla PA per i cittadini.




 
Open Source e autoimprenditorialità PDF Stampa E-mail

Il corso "laboratorio sistemi informativi ed applicazioni web" che tengo ad Informatica (Università della Basilicata) è un "contenitore" destinato a far comprendere le caratteristiche e le potenzialità del software Open Source.

In particolare il corso mira a verificare le potenzialità del software aperto in un settore che storicamente fruisce di grande attenzione da parte degli sviluppatori "open" :la sicurezza informatica.

L'installazione e la configurazione di firewall open source, quindi, come esempio di buone applicazioni affidabili e mature per venire incontro alle esigenze di aziende e pubbliche amministrazioni con un costo di licenze praticamente nullo.

In particolare poi, a mio avviso, questo tipo di esperienza consente agli studenti di valutare le opzioni di autoimprenditorialità che il software open source offre.

In una regione come la Basilicata, come del resto in tutto il Sud Italia, questo tipo di approccio può offrire possibilità di autoimpiego che rappresentano un'alternativa concreta alla tradizionale ricerca del "posto fisso".

 
Amministrare 2.0 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 03 Novembre 2009 00:00

E' stato scritto a più mani al Forum Pa 2009, ne abbiamo ridiscusso al VeneziaCamp: il Manifesto Amministrare 2.0 vuole promuovere una Pubblica Amministrazione al passo con i tempi, indicando alcuni principi guida che possano poi essere seguiti da azioni concrete di rinnovamento.

 

L'obiettivo è utilizzare il concetto di "2.0" che rinviene da Internet e dalla partecipazione dei navigatori alla costruzione di un nuovo modo di essere e fare Rete.

 

Una Pubblica Amministrazione nuova, in grado di sfruttare le opportunità delle nuove tecnologie migliorando innanzitutto il rapporto con i Cittadini.

Un rapporto che si arricchisce da una interazione bidirezionale: l'erogazione di servizi dalla PA ai Cittadini ma anche un contributo concreto dei Cittadini verso la PA per la crescita della intera collettività.

Un confronto, un dialogo costante che gli strumenti della Rete offrono e che una Amministrazione attenta e moderna non può ignorare.

 

Il manifesto della PA


 


 
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